(straggi-luttu) di William Shakespeare regia e traduzione in siciliano Giuseppe Massa con Giovanni Calcagno e Simona Malato scene e costumi Simone Mannino produzione A.C. Sutta Scupa e Associazione Bogotà in collaborazione con Teatro Mediterraneo Occupato e Nostra Signora c.c.d
Già alla prima lettura del Riccardo III (avvenuta in occasione della Ute Summer Accademy del 2008 condotta da Stephan Braunschweig) rimasi colpito dalla straordinaria contemporaneità di questo testo capace di parlarmi con efficacia dell’eterno male che cova in ognuno di noi. Questo, insieme all’approfondita analisi sui comportamenti dell’uomo quando entra in relazione col Potere (che altro non è se non l’ostacolo principale alla realizzazione di una società libera ed equa), mi ha spinto a lavorare a una personale rivisitazione della celebre opera di Shakespeare. Una radicale traduzione in siciliano (la lingua che più m’appartiene) m’ha consentito un avvicinamento più familiare nei confronti del testo, dandomi la possibilità di esplicare al meglio le dinamiche emotive ed esaltare le corde più viscerali dei personaggi. Durante l’analisi della totalità della tragedia si sono palesati più ambienti drammaturgici e poetici. Di conseguenza, pur seguendo la cronologia degli eventi, e rispettando fedelmente la struttura dialogica dell’opera, la ricerca ha virato verso una forma più frammentaria, dinamica e visionaria. STRAGGI- con Giovanni Calcagno
La solitudine esistenziale del futuro re, il sentimento di estranietà che cova verso la società in cui è nato e vive, la spasmodica voglia di potere e la consequenziale vertiginosa discesa negli inferi dell’orrore. In particolare verranno affrontate le scene
in cui l’affascinante carnefice progetta e decreta come mandante la morte di suo fratello Clarence e dei suoi nipotini (il giovanissimo erede al trono e l’ancor più giovane York). Innocenti vittime di famiglia trattate dall’arrivista mostruoso futuro dittatore come semplici intralci nel cammino verso l’ambita corona. Una cruda e allucinata riflessione sulla mercificazione e relativa svendita degli affetti umani, siano essi anche quelli più carnali. Nella scena prevarrà il rosso. Il rosso del sangue innocente. LUTTU - con Simona Malato
Questo secondo episodio è un focus sulla quarta scena del quarto atto e in particolare sull’universo femminile che subisce indirettamente la tragedia. l’ex Regina Elisabetta (madre dei due principini uccisi), l’ex Regina Margherita e la Duchessa di York (madre di Riccardo) saranno interpretate dalla stessa attrice che in questo modo incarnerà il ciclico percorso fatto di dolore, tradimento e lutto a cui sono destinate le donne che fanno parte di questo mondo saturo di morte. Quasi il riflesso triplicato di una stessa regina all’infinito spodestata e abbandonata. All’interno di una sorta di cimitero del potere perduto in cui si contestualizza la vicenda, il nostro Riccardo non poteva che essere un’ulteriore emanazione di quell’universo femminile che è stato capace di generarlo. Il nero è il colore predominante. Il nero della notte in cui è precipitata questa umanità mai sazia di ossa di morti. Giuseppe Massa debutta come attore il 18 Luglio del ‘97 in Miraggi Corsari di Claudio Collovà col quale intraprende un percorso di formazione lungo 8 anni. Attore con Antonio Latella in Querelle di Jean Genet. Autore e regista di Sutta Scupa, Rintra ‘U Cùori (omaggio a Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti), Mamma Mafia (prodotto dalla Schauspielhaus di Colonia e diretto da Antonio Latella), Chi ha paura delle badanti? e Canto nel Fuoco, omaggio a Noureddine Adnane, messo in scena da Lukas Langhoff durante il Festival Voicing Resistance di Berlino. Regista di Sabella di Franco Scaldati. Uno suoi due ultimi lavori è Buttitta Dreaming, un reading sui generis liberamente ispirato all’opera poetica di Ignazio Buttitta.
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